FAQ Crediti di carbonio

Le risposte a tutte le domande frequenti sui crediti di carbonio.

Non c’è un unico mercato dei crediti di carbonio. Se, in generale, 1 credito di carbonio è sempre definito come 1 tonnellata di CO₂, esistono diverse classificazioni dello stesso. In particolare, esistono dei mercati obbligatori per alcuni settori industriali in EU e in altri paesi, e mercati volontari.

Attualmente i crediti di carbonio esistenti in uno specifico mercato non possono entrare in un altro.

  1. Il mercato dei crediti volontari è formato da un’offerta di crediti che vengono generati da diversi project developer secondo metodologie che vanno dalla forestazione alla distribuzione di stufe migliorate per la cottura del cibo, dall’accesso all’acqua pulita alle fonti rinnovabili, e molte altre.
  2. Dall’altra parte ci sono degli acquirenti di crediti di carbonio, in genere aziende che dopo aver misurato e ridotto le loro emissioni vogliono anche compensare le emissioni residue. Per compensarle acquistano i crediti di carbonio dal mercato volontario.

Tra domanda e offerta si collocano diversi soggetti, come gli enti di certificazione, i verificatori, gli enti pubblici nazionali del paese che ospita i progetti che generano i crediti di carbonio: tutti questi attori operano per controllare la corretta generazione dei crediti di carbonio.

1 credito di carbonio equivale a 1 tonnellata di CO₂ evitata o assorbita. Il calcolo delle tonnellate di CO₂ evitate è piuttosto complesso e dipende da molti parametri a seconda della specifica metodologia di calcolo.
Per esempio, nel caso di progetti di clean cooking, si misura il risparmio di legna reso possibile da una stufa migliorata o da un piano a induzione rispetto ad una situazione iniziale di cottura del cibo meno efficiente.
O ancora, nel caso di progetti che offrono acqua pulita, si misura la quantità di acqua fornita.
Se alcuni parametri sono legati al progetto stesso, altri dipendono dalla zona di intervento come il FNRB (fraction of not renewable biomass), ovvero la quantità di biomassa (alberi) abbattuta senza che vi sia una sostituzione.
Zone in cui la desertificazione sta avanzando hanno di norma questo parametro piuttosto elevato e quindi possono generare un maggior numero di crediti di carbonio.
Gli enti verificatori e certificatori sono gli organi di controllo che approvano ogni calcolo fatto dai project developer, rendendo trasparente la generazione dei crediti di carbonio.

I crediti di carbonio sono solitamente di proprietà del project developer che realizza il progetto. Il nome del developer è pubblico e visibile nei registri ufficiali dei vari enti certificatori.
I developer vendono i crediti direttamente alle aziende che li usano per compensare le proprie emissioni, oppure a degli intermediari che poi li offrono sul mercato.
I crediti, una volta presenti in uno dei registri ufficiali (per esempio GoldStandard), vengono approvati dal registro stesso e quindi trasferiti dal venditore all’acquirente.

È possibile seguire due strade, una più speculativa e una più legata ai singoli progetti:

  1. La prima prevede di acquistare crediti esistenti e poi rivenderli a soggetti che li annullano per compensare le proprie emissioni.
  2. La seconda, più etica, prevede di investire fin dall’inizio in alcuni progetti di generazione crediti, e attendere 1-2 anni affinché possano generare i primi crediti da cedere.
    In questo modo l’investitore partecipa allo sviluppo del progetto insieme al project developer.

Per ottenere crediti di carbonio certificati secondo i principali standard internazionali (GoldStandard, Verra, ecc.) è necessario contattare un project developer che può fornire direttamente i crediti.
In alternativa, ci si può rivolgere a intermediari o piattaforme di trading.

I crediti di carbonio, per essere generati, devono seguire metodologie internazionali standardizzate.
Queste prevedono che i progetti vengano verificati da un ente terzo accreditato, in grado di validare i parametri tecnici comunicati dal project developer.
La lista degli enti accreditati è disponibile nei siti ufficiali dei registri come GoldStandard o Verra.

In Italia è pressoché impossibile generare dei crediti di carbonio certificati secondo gli standard internazionali perché manca quasi sempre il criterio di addizionalità. L’addizionalità significa che un progetto non sarebbe economicamente sostenibile in assenza dei crediti.

Ad esempio, un impianto fotovoltaico è oggi sostenibile di per sé e quindi non genera crediti certificabili.

Esistono però progetti agricoli, che però non rientrano nei principali standard internazionali.

Aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni possono acquistare i crediti di carbonio. Il corretto approccio ai crediti prevede prima di misurare le emissioni dell’azienda, poi di ridurle con azioni dirette e infine di arrivare ai crediti di carbonio come strumento di compensazione per le quantità residue. Poiché il singolo credito di carbonio, equivalente a 1 tonnellata di CO₂, ha un valore di poche decine di euro, chiunque può acquistare una modica quantità di crediti.

I crediti di carbonio possono essere acquistati da chiunque, sia persone fisiche che soggetti giuridici. Acquistare 1 credito di carbonio significa compensare le proprie emissioni per 1 tonnellata equivalente di CO₂.

È preferibile acquistare i crediti di carbonio certificati direttamente dal project developer che realizza i progetti, evitando così tutti i costi di intermediazione che non aggiungono nulla, se non spese extra, alla qualità dei crediti. In alternativa, esistono delle piattaforme internazionali di trading dove trovare diversi tipi di crediti.

Il valore dei crediti di carbonio è molto ampio e dipende in genere dalla tipologia di progetto che li produce.

Per esempio, i progetti legati alle fonti rinnovabili sono ormai considerati di bassa qualità, in quanto rappresentano già operazioni sostenibili anche in assenza dei crediti di carbonio. I valori di questi crediti possono arrivare a 2-3 dollari.

Più alto è il valore dei progetti di clean cooking per ridurre le emissioni legate alla cottura dei cibi, con valori tra i 10 e i 20 dollari. Progetti di accesso all’acqua possono raggiungere anche valori più elevati.

È quindi impossibile stabilire un valore preciso perché è necessario analizzare i singoli progetti che li generano. Un prezzo medio ragionevole si aggira tra i 10 e i 15 dollari/credito.

Generare dei crediti di carbonio certificati ha un costo notevole. Ci sono infatti costi di implementazione del progetto, magari in zone remote dell’Africa, costi burocratici legati alle autorizzazioni e alle tasse da pagare.
Pertanto, è un’attività molto complessa e ancora con pochissimi attori nel mondo. Il mero processo di certificazione viene poi svolto da un ente internazionale, tuttavia per arrivare a tale obiettivo serve un grande sforzo di implementazione.

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